STORIA DELLA PARROCCHIA


La storia della chiesa dedicata alla "Beata Vergine del Santissimo Rosario" di Falconara Marittima è legata a quella della parrocchia e della città.

Agli inizi del XX secolo c'erano a Falconara M.ma, nei pressi della stazione ferroviaria, poche case di pescatori e successivamente alcune villette abitate nel periodo estivo. Il centro principale del Comune era l'antico borgo di Falconara Alta.


Dal 1915 il servizio religioso alla marina cominciò ad essere svolto da don Ermenegildo David (detto don Duilio), in una chiesetta senza pavimento, dedicata alla Madonna, che sorgeva ove attualmente si trova la farmacia Piccolomini, in Via Flaminia.

Nel 1892 la nobildonna Carolina Tanfani Olivastri aveva avuto in dono dal Servo di Dio Bartolo Longo una copia autentica del quadro della Madonna del Rosario di Pompei, con queste parole: "La prenda, la faccia esporre al pubblico, un giorno sarà molto venerata". Venne pertanto esposta alla venerazione dei fedeli nell'umile chiesetta di Via Flaminia e da allora i falconaresi si rivolsero a Lei per grazie e favori, mentre don Ermenegildo David la definiva "il gioiello più grande di Falconara".
Il continuo incremento della popolazione indusse l'Arcidiocesi ad accogliere di buon grado i Frati Minori francescani che nel 1934 inaugurarono la chiesa ed il convento.

Il 1º Agosto 1948 l'Arcivescovo di Ancona mons. Egidio Bignamini eresse a parrocchia prepositurale quella che finora era stata solo una "vicaria curata", nominando parroco don Bernardo Baldoni, un uomo determinato, animato da sincero zelo, non sempre facile da trattare, il quale subito si mise all'opera per la erezione di un nuovo tempio. Scriveva più tardi:

"Quando l'Arcivescovo mi chiese di venire a Falconara esposi i motivi che mi rendevano difficile l'accettazione: il carattere, la malattia, e non ultimo il non voler essere scortese verso il mio predecessore don Ermenegildo David che realmente stimavo e maggiormente ho apprezzato dopo la mia venuta.
Mi avete chiesto di modificare il carattere, non ci sono riuscito.
Il programma da svolgere era sí arduo da richiedere, a mio giudizio, una volontà ferma sorretta dalla Grazia Divina e dalla protezione della Vergine che desiderai Patrona del Comune e Titolare della Chiesa Prepositurale. Preso possesso il 14 agosto 1948, un solo pensiero ed affetto pervase il mio animo: quello di rendermi utile il più possibile per sviluppare l'istruzione religiosa e la formazione spirituale dei nuovi parrocchiani".
Subito, con la collaborazione del Vice Parroco Don Antonio Marinoni, detti inizio al catechismo estivo, non solo per coloro che lo desideravano ma per tutti i bambini che avrebbero dovuto frequentarlo. Dai 40 bambini di allora siamo arrivati ai 470 della scorsa estate 1967. Dal primo censimento la Parrocchia risultò costituita da 4774 anime, ora, dopo il nuovo assetto, ne conta circa 11.000.

Nel contempo crebbe la preoccupazione di dare a Falconara una chiesa parrocchiale decente e fare in modo che i falconaresi non fossero secondi a nessuno. Non è possibile enumerare le difficoltà, le incomprensioni ed i sacrifici sopportati nel lavoro di preparazione. Finalmente il 13 agosto 1954 si pose la prima pietra, nella quale si custodisce questo documento:

ANNO DOMINI MCMLIV
DIE XV AUGUSTI
IN FESTO B. MARIAE VIRGINIS ASSUMPTAE
PIO XII P.O.M. FELICITER REGNANTE
PROCURATORIBUS REI PUBLICAE ITALICAE FAVENTIBUS ET PROVIDENTIBUS:
CURAM ANIMARUM AGENTE REV.DO D. BERNARDO BALDONI
OPERUM MAGISTRIS A. BETTI F. PODESTI V. GRIFFONI
ILL.MUS ET REV.MUS D. D. AEGIDIUS BIGNAMINI
ARCHIEPISCOPUS ANCONITANUS ET EPISCOPUS NUMANENSIS
PRIMUM LAPIDEM POSUIT NOVAE ECCLESIAE PAROECIALIS
HEIC FALCUNARIAE PROPE MARE ERIGENDAE
IN HONOREM B. MARIAE VIRGINIS SS.MI ROSARII
PRIMORIBUS CIVIUM CLERIQUE ADSTANTIBUS
AC UNIVERSO POPULO PLAUDENTE

Nel 1955 i lavori rimasero fermi un anno per mancanza di fondi; nella primavera del 1956 incominciammo a celebrare nella cripta una Santa messa festiva per i fanciulli. Ripresi i lavori, nell'aprile del 1957 venne consacrata da Sua Ecc. Mons. Egidio Bignamini Arcivescovo che ardentemente volle detta opera.
Consacrata la nuova grandiosa chiesa, a navata unica, con annesse adeguate opere parrocchiali, l'8 Maggio 1957 mons. Bignamini, dalla terrazza del Comune di Falconara presenti autorità e popolo, incoronò l'immagine della Madonna del Rosario "Patrona della Città" con una corona offerta dalla generosità dei parrocchiani.
"Alle feste in onore della Madonna - scrisse ancora mons. Bernardo Baldoni - non potevano non seguire feste in onore di Gesù Eucaristia": nel 1959 fu celebrato nella città di Falconara un imponente congresso eucaristico, alla presenza del card. Roberti e di altri vescovi della Regione.
Seguirono anni intensissimi dedicati alla formazione delle nuove generazioni e a tutte le attività parrocchiali.

Il decennale della nuova chiesa venne posticipato di un anno (1968) per consentire di terminare i lavori di adeguamento secondo le nuove norme liturgiche scaturite dal Concilio Vaticano II.

Un nuovo altare rivolto verso l'assemblea fu consacrato, una nuova sede in legno e maioliche fu posizionata e fu elevato il tabernacolo, mentre l'altare di sinistra, completamente rifatto, venne dedicato alla Madonna e sopra di esso collocato il quadro della Madonna del Rosario di Pompei. Una nuova balaustra con formelle in ceramica corre tutto intorno all'altare con diverse scene della "Via matris".

Lavori successivi videro il rifacimento anche dell'altare di sinistra, (inizialmente dedicato a san Giuseppe) dedicandolo al Crocifisso, raffigurato in una grande maiolica colorata che domina dall'alto. Un grande mosaico nel frattempo veniva a rivestire la parete dietro il presbiterio: il fondo è in oro, mentre dal basso in alto si riconoscono - secondo una teologia ormai datata - i gruppi della Chiesa purgante, di quella militante (tra cui riconoscibili i volti di diversi prelati), e di quella trionfante (con i dodici apostoli) che converge verso una croce luminosa al centro.
Il fonte battesimale, inizialmente al fondo della chiesa, fuori dell'aula principale, venne pure portato lateralmente al presbiterio. Un nuovo ambone in pietra e marmo venne posizionato a lato dell'altare in posizione sopraelevata, mentre al lato opposto, davanti alla zona del fonte, fu collocata una grande croce in ferro e pietra.